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giovedì 25 febbraio 2016

Tamron SP 150 600 mm f/5-6,3 Di VC USD

Tamron SP 150 600 mm f 5-6.3 Di VC USD

Il Tamron SP 150 600 mm f/5-6,3 Di VC USD è il nuovo super zoom stabilizzato di casa TAMRON.

Fino ad oggi ho sempre preferito acquistare obiettivi originali Nikon, come lo zoom 70-300 AF-S VR o il 300 AFS f4 acquistati in precedenza.

Ma dopo aver letto tanti articoli con giudizi positivi su questa lente, mi sono deciso è l'ho ordinato. 

Sono poche settimane che è in mio possesso ho fatto un po di scatti per testarne la qualità.

Il motivo per cui l'ho comprato è quello di avere una lente di 600 mm, quindi è proprio questa la focale che ho utilizzato maggiormente.

La prima impressione è quella di un obiettivo solido, robusto. Ha una ghiera per l'attacco al cavalletto grande e sicura. Pesa poco meno di due kg è abbastanza grande, ma piccolissimo se paragonato ai bestioni 600 mm f4 da 5 e più kg.

Sopra il Tamron 150 600 a confronto con il Nikkor 300 AF-S f4 e lo zoom Nikkor 70-300 VR

Gli stessi obiettivi a confronto con il paraluce montato

La ghiera con il comando autofocus Full copre tutto il range da 2,70 mt all'infinito,  oppure da 15 mt in poi per rendere più veloce la messa a fuoco automatica.
AF e MF autofocus on/off
VC stabilizzatore on/off

Come prima cosa ho acquistato anche una filtro UV Marumi da 95 mm di diametro per la protezione della lente frontale e la correzione dei raggi UV.
Si può utilizzare a mano libera visto il sistema VC che consente la compensazione delle vibrazioni nel momento dello scatto.
Però non bisogna scordarsi che si tratta di un 600 mm, ed è facile scivolare nel mosso, quindi preferisco usarlo con il monopiede o il cavalletto.
La messa a fuoco è rapida e precisa grazie al motore USD ultrasonico.


Sopra il Tamron 150 600 totalmente esteso a 600 mm
Di seguito alcuni scatti:

600 mm f 11 ISO 400 1/8000 sec Nikon D7100 Appoggiato

600 mm f 8 ISO 400 1/1600 sec Nikon D7100 Cavalletto

600 mm f 7,1 ISO 400 1/1250 sec Nikon D7100 Cavalletto

300 mm f 5.6 ISO 400 1/6400 sec Nikon D7100 mano libera

600 mm f 6.3 ISO 2000 1/640 sec Nikon D7100 Monopiede

600 mm f 6.3 ISO 400 1/3200 sec Nikon D7100 Monopiede

600 mm f 6.3 ISO 400 1/1000 sec +0,3 EV - Nikon D7100 Cavalletto

600 mm f 6.3 ISO 100 1/320 sec Nikon D7100 Cavalletto
Le foto sono state ritagliate un po ed ho aggiunto nitidezza e contrasto con ViewNX2 (programma di modifica delle foto della Nikon).
Si tratta di piccole modifiche standard poco impattanti.
Al momento sono molto soddisfatto, anche se ho fatto parecchie foto mosse, ma alzando gli ISO e utilizzando il cavalletto o il monopiede credo di aver ottenuto buoni scatti.
Dal mio punto di vista lo considero un buon acquisto, credo che il rapporto qualità prezzo sia veramente eccezionale.

QUI puoi trovare tutti i dettagli tecnici descritti dalla casa costruttrice.

lunedì 15 febbraio 2016

Fotografare i nidi oppure no? cosa è meglio fare?

Upupa che imbecca un giovane
 Foto da capanno posizionato a 10 metri dal nido, costruito in inverno, molto prima che arrivino le Upupe dall'Africa.
La cassetta è stata utilizzata con successo per tre anni consecutivi, il quarto anno purtroppo i Calabroni se ne sono impossessati e l'Upupa è andata a nidificare altrove.

Negli ultimi anni ci si è interrogati molto sull'opportunità o meno di fotografare le nidificazioni degli uccelli. La conclusione più diffusa è quella di scoraggiare in ogni modo questa pratica, in quanto è molto pericolosa e rischia di compromettere la buona riuscita della riproduzione.
In effetti gli uccelli abbandonano con molta facilità la nidiata, soprattutto se sono in cova.
Però io penso che si stia passando da un eccesso all'altro. Il proibizionismo assoluto e la politica dei puristi sta esasperando l'approccio a questa questione.
Secondo me sarebbe meglio educare i fotografi naturalisti ad un comportamento corretto, piuttosto che semplicemente proibire e lasciando di fatto l'interpretazione del problema ai singoli.
Potremmo ad esempio condividere delle linee guida comportamentali.
Sarebbe bello avere un decalogo di riferimento e tanto buon senso.
Io ho una mia idea ben precisa che si potrebbe riepilogare in questi punti:

  1. E' meglio non fare le foto ai nidi o ai piccoli non ancora autonomi.
  2. Se proprio dobbiamo fare delle foto ai nidi facciamole da lontano, molto lontano.
  3. Non usare flash o posizionare macchine fotografiche con telecomando molto vicine al nido.
  4. Non toccare i nidi o i piccoli con le mani, se occasionalmente ne trovate uno, allontanatevi in fretta e non modificate nulla dell'ambiente o vegetazione intorno al nido.
  5. Non fotografate rapaci o uccelli rari.
  6. Se fate un appostamento fatelo da lontano, decine e decine di metri mimetizzandovi al massimo.
  7. Se gli adulti sono in cova allontanatevi e non fate le foto.
Ma allora quando fare le foto ai nidi?

Anche se non vogliamo, prima o poi ci troveremo inevitabilmente ad incontrare degli uccelli in nidificazione. Quindi fermo restando quanto sopra credo che con il buon senso in alcuni casi si possano fare fotografie .

Di seguito i casi in cui penso si possano fare le foto ai nidi:

  1. Alle rondini che nidificano sui nostri cornicioni. Non vedo cosa ci sia di male se facciamo qualche scatto alla Rondine o Balestruccio che come ogni anno conferma la sua presenza costruendo il nido sulle mura della nostra casa. Chiaramente non ci dobbiamo avvicinare, ma possiamo fare degli scatti dalla stessa distanza da dove di solito loro sono abituate a vederci.
  2. Ai nidi artificiali posti nel nostro giardino. Io ho delle cassette nido visibili dalle finestre della casa. Posso fare delle foto senza neanche uscire da casa. Oppure dalla macchina parcheggiata.
  3. Se ne abbiamo la possibilità costruiamo dei capanni in prossimità di zone strategiche, ad esempio non lontano da alberi secchi dove potrebbero nidificare Picchi o altri uccelli. Se dovessero nidificare potremmo utilizzarlo, non si accorgerebbero della nostra presenza visto che sono già abituati a vedere il capanno da molto tempo.
  4. Alcuni uccelli come il Merlo o lo Scricciolo a volte nidificano addosso a casa sfruttando le siepi o i rampicanti. Uno scricciolo ha nidificato sul muro della rampa di casa mia sfruttando un rampicante aggrappato alla parete. Mi bastava stare in macchina dentro il garage per fare degli scatti. Mentre il Merlo un anno ha usato la parete esterna del magazzino per gli attrezzi, rimanendo in cova immobile al nostro passaggio (due tre metri di distanza).
Potrei citarne altri, ma credo che il concetto sia ben chiaro. Se gli uccelli hanno deciso di abitare la nostra casa o il nostro giardino per nidificare, vuol dire che la nostra presenza non li disturba. Probabilmente hanno accettato questo compromesso. Se sono abituati a noi non vedo cosa ci sia di male se anziché solo guardarli li fotografiamo.

Per gli uccelli che invece abitano ambienti selvatici, le precauzioni sono sempre le stesse. Mettersi molto lontano e molto mimetici. Comprate un teleobiettivo potente 500-600 mm . Ne esistono anche di economici (zoom 150-600 mm Sigma o Tamron). Mi è capitato di fotografare il Picchio rosso maggiore al nido da 20-30 metri mimetizzato con un capanno nella vegetazione. Non hanno smesso di arrivare e andare dal nido. Sostavano a lungo senza cambiare atteggiamento. Il tronco era distante ma ben visibile da lontano.
Bisogna a mio avviso conoscere bene la specie che si sta osservando. Questo è necessario per capire se stanno assumendo un comportamento anomalo e quindi di rischio.

La storia ci ha insegnato che il proibizionismo in genere non risolve i problemi. E' meglio utilizzare l'educazione e la conoscenza per far crescere la consapevolezza etica delle persone.

La mia raccomandazione finale è quella di considerare le osservazioni precedenti e se abbiamo il ben che minimo dubbio di arrecare disturbo, dobbiamo sicuramente rinunciare.

Di seguito alcune foto fatte ai nidi in questi anni:

Giovane Cinciarella che si affaccia dal nido
 Questa foto non è stata accettata in un gruppo fotografico naturalistico di Facebook perchè contro il regolamento
Io rispetto i regolamenti e quindi l'ho tolta, ma credo al tempo stesso che vedere questa foto non istighi a disturbare gli uccelli, ma credo che possa far venire la voglia a qualcuno di posizionare una cassetta in giardino per ammirare questo spettacolo.
Sono anni che dal mio giardino di involano decine e decine di Cinciallegre e Cinciarelle.


Giovane Upupa che si affaccia dalla cassetta in attesa dell'imbeccata

Giovani Balestrucci nel nido sopra la finestra di casa.
Sono anni che nidificano con più nidi intorno a casa.



Scricciolo nei pressi del nido.
Ha nidificato sul tronco della palma davanti casa (tre metri).
Ogni hanno nidificano nelle siepi intorno casa, oppure in mezzo ai rampicanti sui muri o sui tronchi delle palme nane.



Rondini al nido. Questo nido viene occupato da moltissimi anni.
E' posizionato davanti una porta d'ingresso molto frequentata a circa due metri e mezzo da terra.
Eppure ogni anno imperterrite fanno regolarmente le due covate stagionali andate sempre a buon fine
.








Tecniche fotografiche di base, la ricerca della "Luce"

Fenicotteri ripresi con luce favorevole, nonostante la grande distanza i colori risultano sgargianti e i soggetti sono nitidi e ben definiti

Le tecniche di base per l'utilizzo della fotografia sono importanti e assolutamente necessarie per migliorare la qualità dei nostri scatti. Ci sono delle cose che è necessario conoscere a prescindere dal tipo di fotografia che si vuole intraprendere.
Gli aspetti principali sono:

La ricerca della luce
Spesso chi si avvicina al mondo della fotografia si cimenta nella ricerca della macchina fotografica di ultima generazione, oppure del programma migliore per elaborare gli scatti (es. Photoshop). Tutto questo in realtà è di secondaria importanza se non abbiamo speso del tempo ad imparare le principali nozioni fotografiche.
La fotografia non è altro che la registrazione dell'immagine su un supporto fisico per mezzo della luce trasmessa attraverso l'obiettivo.
Più di cento anni fa le immagini venivano registrate su lastre d'argento, poi per decenni sulla pellicola e adesso sui sensori digitali. E' cambiata la tecnologia, ma il principio è rimasto lo stesso di cento anni fa, la registrazione della Luce.
Se non c'è luce non si possono fare le foto. Quindi la prima cosa da fare è ricordarsi che la protagonista principale è lei,  la luce!
  • Per fotografare ci deve essere luce a sufficienza, se questa non c'è occorre usare il flash;
  • Per ovviare all'uso del flash, in presenza di piccola fonte di luce si possono alzare gli ISO (sensibilità del sensore), ma in questo caso si compromette la qualità della foto;
  • La luce deve essere alle nostre spalle e deve illuminare il soggetto;
  • Se il soggetto è in contro luce occorre usare il flash o sovraesporre, a meno che non vogliamo fare una foto creativa dove si vede solo la sagoma scura;
  • Il momento migliore per fotografare è al mattino presto o al tardo pomeriggio:  nel primo caso la luce è più fredda e chiara, al tramonto è invece calda e morbida con colori accentuati e tendenti al rosso.
Composizione
La composizione viene spesso  sottovalutata, invece è la cosa più importante da gestire. Ricordiamoci che la macchina fotografica registra semplicemente l'immagine, chi fa la foto sei tu.
Tu decidi quando scattare e cosa includere nell'inquadratura.
Per questo motivo non fate foto di fretta, guardate bene cosa state inquadrando, sia esso un paesaggio o un soggetto singolo. Dovete pensare che quello che state vedendo sarà la vostra foto. Quindi fate attenzione e componete la vostra foto come desiderate e poi scattate.

Sovra/sotto esposizione
L'esposimetro delle nostre macchine fotografiche legge la luce dell'inquadratura e regola di conseguenza quella per l'esposizione dello scatto. A volte, però, in particolari condizioni (neve, controluce, soggetti neri, soggetti bianchi) si confonde e genera uno scatto o molto scuro o molto chiaro. In questi casi la maggior parte delle reflex è fornita di un comando -/+ che ci consente di correggere l'esposizione calcolata automaticamente dalla macchina fotografica. Se il soggetto è troppo scuro dobbiamo sovraesporre, se è troppo chiaro dobbiamo sottoesporre. Chiaramente ci sono varie possibilità di correzione da 0,3 fino a 2 o 3 fotostop. Per calibrare al meglio la correzione occorre fare delle prove direttamente sul campo.


Scatto in controluce sovraesposizione +0,3
Il soggetto è ancora troppo scuro

Sovraesposizione +1,0
Si vedono meglio i particolari del tronco

Sovraesposizione +2,7
Il tronco è finalmente chiaro e definito, lo sfondo si è sbiancato



Prospettiva
Si tratta del modo in cui viene ripreso il soggetto, questo dipende dalla posizione della macchina fotografica e dall'obiettivo utilizzato. Se ad esempio abbiamo un soggetto basso sul terreno come un animale domestico e facciamo lo scatto restando in piedi, l'animale risulterà piccolo e schiacciato in basso nell'immagine. Se invece, per fare lo stesso scatto, ci stendiamo a terra, la prospettiva sarà molto diversa. Il nostro amico risulterà più grande e proporzionato. Quindi, la regola è quella di mantenere la macchia fotografica alla stessa altezza del soggetto. Se utilizziamo un obiettivo grandangolo probabilmente ogni soggetto incluso nello scatto sarà a fuco. Se utilizziamo un teleobiettivo, solo il soggetto principale sara a fuoco, lo sfondo invece sarà sfuocato.

Profondità di campo e Diaframma
E' lo spazio dell'inquadratura che sarà a fuoco. Ad esempio se abbiamo delle persone in fila indiana probabilmente solo le prime due o tre saranno ben a fuoco mentre le altre risulteranno sfuocate. Questo spazio è la profondità di campo che viene gestita attraverso il diaframma.

Il diaframma è quel componente meccanico dell'obiettivo formato da lamelle che lascia passare la luce. Le dimensioni di questo dispositivo sono regolabili in modo da far passare più o meno luce all'occorrenza. Se lo teniamo più chiuso la profondità sarà maggiore, se lo teniamo aperto la profondità di campo sarà minore.


Dal livello di apertura del diaframma dipende  anche il Tempo di scatto. Con il diaframma molto aperto si ottengono tempi di scatto molto brevi (consentono di congelare l'immagine), viceversa accade con il diaframma molto chiuso (consente la creazione di foto creative).


Tempo di scatto

Il tempo di scatto è l'intervallo temporale che viene concesso alla luce per impressionare il sensore. Può essere molto breve come 1/8000 di secondo, o molto lungo come 30 secondi/1 minuto. I tempi brevi sono possibili in condizione di luce forte, (sole diretto, luce artificiale). I tempi lunghi di solito si usano in condizione di luce scarsa e con un cavalletto per fare ad esempio foto notturne di paesaggi cittadini.

Nitidezza
Per nitidezza si intende la qualità della foto, o meglio quanto siano ben marcati e visibili i dettagli del soggetto ritratto. I motivi per cui una foto non è nitida possono essere i seguenti:
  • La messa a fuoco non è corretta
  • Il soggetto si muove molto
  • I tempi di scatto sono troppo lenti
  • C'è poca luce e gli ISO sono molto alti

Sensibilità ISO
Gli ISO sono determinati in una scala che va da 100 a 3.200, 6.400 e oltre. Questa determina la possibilità che abbiamo di regolare la sensibilità del sensore della nostra macchina fotografica. Se abbiamo poca luce possiamo alzare la sensibilità ISO oltre 1.000 ad esempio. In questo modo probabilmente riusciremo ad avere tempi di scatto sufficienti per ottenere la nostra foto. Però gli ISO alti hanno come contropartita il fatto che generano rumore. Cioè si vedono tutti quei puntini che rendono la foto granulosa e meno nitida.


Il Cavalletto
Il cavalletto è un accessorio che non sempre viene apprezzato. A volte però è l'unico elemento  che ci consente di ottenere scatti in condizioni difficili. Ad esempio per le foto notturne, se scattiamo a mano libera, la probabilità di fare una foto mossa è molto alta. 


In definitiva i fattori che dobbiamo considerare per ottenere una buona foto sono:
  • inquadrare in condizioni di buona luce
  • decidere cosa includere nel fotogramma
  • trovare la giusta combinazione tra il diaframma, gli ISO e il tempo di scatto.


Può sembrare difficile le prime volte ma in realtà con un po di esperienza diventerà molto semplice.

Io consiglio di partire impostando la macchina fotografica sul programma "A" (a priorità di diaframma), scegliere gli ISO piu bassi 100 e avere il diaframma tutto aperto.
Questa dovrebbe consentire nella maggior parte dei casi di ottenere buoni scatti. Se però abbiamo necessita diverse o le condizioni di luce sono sfavorevoli, si può ricorrere alle indicazioni specificate sopra.

E come si dice, ........."buona luce a tutti".

venerdì 13 marzo 2015

Testa a sfera Manfrotto 054 MH054M0-Q2 con attacco rapido QR2


Di recente ho acquistato la testa a sfera Manfrotto serie 054 MH054M0-Q2 con attacco rapido QR2, in abbinamento al cavalletto Manfrotto 055 MTO055XPRO3,  QUI il link al sito ufficiale.
Si tratta di una testa a sfera grande e robusta, pesa 610 gr e dà l'impressione di solidità e affidabilità, ha una capacità di carico di 10 kg.
Io la uso per sostenere la macchina fotografica abbinata al 300 mm, e utilizzandola sul campo non mi ha dato nessun problema nella regolazione delle inquadrature, inoltre ho trovato molto utile la piastra QR2 per l'attacco rapido, la quale consente all'occorrenza di staccare rapidamente il tutto per un uso a mano libera, per poi riagganciare l'attrezzatura con un semplice click.
Ho mediato molto sulla scelta della testa, alla fine ho acquistato questa ad un prezzo di circa 140€ e ne sono molto soddisfatto, quindi ne consiglio vivamente l'acquisto.

Cavalletto Manfrotto 055 MT055XPRO3



Da poco ho acquistato il cavalletto Manfrotto 055 MT055XPRO3 in alluminio, si tratta di un cavalletto robusto e affidabile, l'unica pecca forse è il peso 2,5 kg, ma volevo avere un sostegno affidabile e sicuro della mia attrezzatura.
Ho abbinato il cavalletto alla testa a sfera Manfrotto 054 MH054M0-Q2 con attacco rapido QR2, ottenendo alla fine una accoppiata efficace.
Questo cavalletto è veramente molto versatile, può essere utilizzato da un'altezza di soli 10 cm fino a 170 cm, la barra centrale può essere sfilata e posizionata orizzontalmente per riprese decentrate come ad esempio macro su fiori.
Ne consiglio sicuramente l'acquisto, un pò pesante, ma di grande versatilità, si tratta di un'attrezzatura professionale utile per tutte le situazioni di ripresa a partire da rasoterra, il costo è di circa 180/200€ .

Di seguito alcuni scatti :

Nikon D7100 Nikkor 300 f4 AF-S TC 1.4 Cavalletto Manfrotto 055XPRO3

Nikon D7100 Nikkor 300 f4 AF-S TC 1.4 Cavalletto Manfrotto 055XPRO3


Teleconverter Nikon TC 14E II - duplicatore Nikon 1.4x


Da circa un anno ho acquistato il duplicatore Nikon TC 14E II che aumenta di 1,4 la potenza del teleobiettivo, io lo uso in abbinamento con il 300 f4, ottenendo quindi un teleobiettivo 420 f5.6.
Ho fatto questa scelta perchè in questo modo ho la versatilità di disporre di un 300 mm f4 abbastanza luminoso da usare ad esempio nel sottobosco, che diventa in un attimo un 420 f5.6 in abbinamento con il duplicatore TC 14E II, utile per gli scatti da distanze maggiori.
La messa a fuoco del 300 mm non subisce cali nelle prestazioni sia quando utilizzo il 300 f4 da solo, che in abbinamento al moltiplicatore Nikon Teleconverter TC - 14E II 1.4x.

Per quella che è la mia esperienza si tratta di un accessorio molto importante, studiato proprio per essere usato in abbinamento con gli obiettivi di qualità come il Nikkor 300 f4 AF-S, non vedo controindicazioni nel suo utilizzo, anzi ne consiglio l'acquisto in quanto in questo modo è come disporre di due teleobiettivi di qualità, dove la differenza principale è la luminosità, restando praticamente indifferente il risultato dello scatto.

Di seguito alcuni scatti fatti con il Nikkor 300 f4 AF-S in abbinamento al Teleconverter Nikon TC 14E 1.4x.

Folaga - parco nazionale del Circeo

Spatola - Parco nazionale del Circeo

Alzavola maschio - parco nazionale del Circeo


Nikkor 300 f4 AF-S



Oramai sono due anni che uso il teleobiettivo Nikkor 300 f4 in abbinamento con la Nikon D80 e da poco con la Nikon D7100. In passato avevo usato solo lo zoom Nikkor 70 - 300 f 5.6 e adesso ho fatto abbastanza scatti per iniziare a trarre le mie conclusioni.
Si tratta di un obiettivo robusto e solido, sul barilotto ci sono due comandi, uno M - A/M , dove M sta per la messa a fuoco manuale e A/M per attivare l'autofocus con la possibilità di correzioni manuali. L'altro comando Full/3m, serve invece a stabilire se vogliamo regolare la messa a fuoco a partire da tre metri all'infinito ( 3 metri ), o ( Full ) che ha come range la distanza minima da 1,5 metri fino all'infinito.
La messa a fuoco dell'obiettivo è abbastanza veloce, ma se vogliamo avere una risposta più efficace conviene regolare il comando su 3m, infatti in questo modo l'escursione della messa a fuoco è più rapida, altrimenti nelle riprese di uccelli al volo con la modalità Full può capitare di perdere un soggetto molto rapido.
Rispetto allo zoom 70-300 questo obiettivo è più luminoso, questa può sembrare una cosa di poco conto, ma vi assicuro che un fotostop di differenza in alcune situazioni di scarsa luce come nel bosco, fanno la differenza tra l'ottenere una bella foto oppure no.
La nitidezza degli scatti ottenuti con questa lente è veramente eccellente, non occorre essere un esperto per poterla apprezzare . 
Questo obiettivo ha un costo variabile da 1000 a 1400 €, a seconda delle varie offerte disponibili nei negozi e in internet.
Io lo uso sia da solo che in abbinamento al TC 1.4E III che ne moltiplica la potenza del 40% facendolo diventare un 420 mm.
Lo consiglio, in quanto si tratta di una lente veramente nitida, grazie anche alle lenti ED che ne fanno un obiettivo di qualità professionale, il peso è relativamente contenuto e consente un facile utilizzo a mano libera, la staffa può essere collegata ad un cavalletto o ad un monopiede, cosa che faccio abitualmente utilizzando l'attacco rapido.
Di seguito alcuni scatti.

Germano reale maschio - parco nazionale del Circeo

Pantana - parco nazionale del Circeo

Airone bianco maggiore - parco nazionale del Circeo

mercoledì 15 febbraio 2012

Nikon D800 full-frame da 36,3 megapixel

Sta per uscire una nuova reflex Nikon D800 , di certo non è la prima volta che sul mercato si presenta un nuovo modello Nikon con una nuova sigla con la quale prendere confidenza, ma credo che questo nuovo modello Nikon D800 sià una vera novità, soprattutto per i megapixel 36,3 , si tratta di un livello impensabile fino a qualche tempo fà.
Inoltre si tratta di una fotocamera full-frame , quindi di fascia professionale,  il prezzo pur essendo alto sia aggira intorno ai 2.600/2.800 € .
Certo che al confronto la mia mitica D80 impallidisce , speriamo che il prezzo della D800 con il tempo si abbassi un poco .

Per ulteriori dettagli QUI altre informazioni sul sito ufficiale Nikon .




sabato 7 gennaio 2012

Quando sono uscite e quanti mega pixel hanno le fotocamere Nikon D3100 - Nikon D5100 - Nikon D90 - Nikon D7000 - Nikon D300s - Nikon D700 - Nikon D3X - Nikon D3s

Le fotocamere Nikon hanno spesso dei nomi molto simili, ma non è semplice capire a prima vista a quale tipologia o fascia appartenga il modello che ci interessa.
La prima cosa da sapere è che la casa costruttrice giapponese costruisce macchine professionali , semiprofessionali e per neo fotografi .
Sono tutte valide e producono ottime fotografie in ogni caso, ma chiaramente hanno delle differenze che riguardano soprattutto i pixel il peso e dimensioni del modello e il costo di acquisto.
Le tabelle sottostanti possono aiutare a fare chiarezza nella scelta di un modello sia nuovo che vecchio.
Per questo motivo ho indicato l'anno di uscita, i mega pixel del sensore e per gli ultimi modelli un costo indicativo.
Fotocamere entry level -base
Modello
Anno uscita
Mega pixel
Costo indicatiivo solo corpo macchina
Nikon D40
2006
6,0
Nikon D40x
2007
10,2
Nikon D50
2005
6,0
Nikon D60
2008
10,2
Nikon D3000
2009
10,0
Nikon D3100
2010
14,0
400/500 euro
Nikon D5000
2009
12,3
450/550 euro
Nikon D5100
2011
16,2
550/600 euro
Fotocamere semiprofessionali
Modello
Anno uscita
Mega pixel
Costo indicatiivo solo corpo macchina
Nikon D70
2004
6,0
Nikon D70s
2005
6,0
Nikon D80
2006
10,2
Nikon D90
2008
12,3
600/700 euro
Nikon D7000
2010
16,0
950/1.100 euro
Fotocamere professionali - base
Modello
Anno uscita
Mega pixel
Costo indicatiivo solo corpo macchina
Nikon D100
2002
6,1
Nikon D200
2005
10,2
Nikon D300
2007
12,0
Nikon D300s
2009
12,0
1.150/1.400 euro
Nikon D700
2008
12,0
1.900/2.100 euro
Fotocamere professionali - ammiraglie
Modello
Anno uscita
Mega pixel
Costo indicatiivo solo corpo macchina
Nikon D2X
2004
12,4
Nikon D2Xs
2006
12,4
Nikon D2Hs
2005
4,1
Nikon D3
2007
12,0
Nikon D3X
2008
24,5
6.300 euro
Nikon D3s
2009
12,1
4.600 euro
Per ulteriori dettagli tecnici ci sono le riviste specializzate e chiaramente internet, lo scopo di questa tabella è solamente quello di schematizzare nelle varie categorie i modelli disponibili in commercio .