mercoledì 9 marzo 2016

Una Moretta tabaccata che fa il bagno a Ninfa

Domenica mattina abbiamo fatto un salto insieme a mio figlio a Ninfa.
Il parco è chiuso, non si possono fare le visite guidate che riprenderanno come ogni anno in primavera. Però il lago è sempre osservabile dalla strada che costeggia l'oasi. Nel lago ci sono sempre Folaghe, Gallinelle, Tuffetti e qualche anatra. Di solito sono abbastanza lontani, però con lo zoom Tamron 150 600 sono comunque fotografabili. Domenica erano presenti tra gli altri acquatici anche tre Morette tabaccate. Una ha deciso di fare un bagno pomeridiano e con questi scatti in controluce ho cercato di immortalare questo momento interessante.

Moretta tabaccata fa il bagno

Gli schizzi d'acqua in sospensione catturano la luce e producono un effetto particolare

La Moretta tabaccata rimane celata come da un velo di luce



Senza gli spruzzi finalmente appare l'autrice dei giochi d'acqua

giovedì 25 febbraio 2016

Tamron SP 150 600 mm f/5-6,3 Di VC USD

Tamron SP 150 600 mm f 5-6.3 Di VC USD

Il Tamron SP 150 600 mm f/5-6,3 Di VC USD è il nuovo super zoom stabilizzato di casa TAMRON.

Fino ad oggi ho sempre preferito acquistare obiettivi originali Nikon, come lo zoom 70-300 AF-S VR o il 300 AFS f4 acquistati in precedenza.

Ma dopo aver letto tanti articoli con giudizi positivi su questa lente, mi sono deciso è l'ho ordinato. 

Sono poche settimane che è in mio possesso ho fatto un po di scatti per testarne la qualità.

Il motivo per cui l'ho comprato è quello di avere una lente di 600 mm, quindi è proprio questa la focale che ho utilizzato maggiormente.

La prima impressione è quella di un obiettivo solido, robusto. Ha una ghiera per l'attacco al cavalletto grande e sicura. Pesa poco meno di due kg è abbastanza grande, ma piccolissimo se paragonato ai bestioni 600 mm f4 da 5 e più kg.

Sopra il Tamron 150 600 a confronto con il Nikkor 300 AF-S f4 e lo zoom Nikkor 70-300 VR

Gli stessi obiettivi a confronto con il paraluce montato

La ghiera con il comando autofocus Full copre tutto il range da 2,70 mt all'infinito,  oppure da 15 mt in poi per rendere più veloce la messa a fuoco automatica.
AF e MF autofocus on/off
VC stabilizzatore on/off

Come prima cosa ho acquistato anche una filtro UV Marumi da 95 mm di diametro per la protezione della lente frontale e la correzione dei raggi UV.
Si può utilizzare a mano libera visto il sistema VC che consente la compensazione delle vibrazioni nel momento dello scatto.
Però non bisogna scordarsi che si tratta di un 600 mm, ed è facile scivolare nel mosso, quindi preferisco usarlo con il monopiede o il cavalletto.
La messa a fuoco è rapida e precisa grazie al motore USD ultrasonico.


Sopra il Tamron 150 600 totalmente esteso a 600 mm
Di seguito alcuni scatti:

600 mm f 11 ISO 400 1/8000 sec Nikon D7100 Appoggiato

600 mm f 8 ISO 400 1/1600 sec Nikon D7100 Cavalletto

600 mm f 7,1 ISO 400 1/1250 sec Nikon D7100 Cavalletto

300 mm f 5.6 ISO 400 1/6400 sec Nikon D7100 mano libera

600 mm f 6.3 ISO 2000 1/640 sec Nikon D7100 Monopiede

600 mm f 6.3 ISO 400 1/3200 sec Nikon D7100 Monopiede

600 mm f 6.3 ISO 400 1/1000 sec +0,3 EV - Nikon D7100 Cavalletto

600 mm f 6.3 ISO 100 1/320 sec Nikon D7100 Cavalletto
Le foto sono state ritagliate un po ed ho aggiunto nitidezza e contrasto con ViewNX2 (programma di modifica delle foto della Nikon).
Si tratta di piccole modifiche standard poco impattanti.
Al momento sono molto soddisfatto, anche se ho fatto parecchie foto mosse, ma alzando gli ISO e utilizzando il cavalletto o il monopiede credo di aver ottenuto buoni scatti.
Dal mio punto di vista lo considero un buon acquisto, credo che il rapporto qualità prezzo sia veramente eccezionale.

QUI puoi trovare tutti i dettagli tecnici descritti dalla casa costruttrice.

lunedì 22 febbraio 2016

Due Tassi travolti e uccisi sulla Pontina


Sappiamo bene quanto siano pericolose le nostre strade, ogni giorno purtroppo accadono incidenti stradali anche molto gravi per noi umani. Questo avviene pure per gli animali domestici e quelli selvatici. Questa mattina mi è capitato di vedere i corpi di due Tassi investiti e uccisi sulla SS Pontina in provincia di Latina. Mi era già capitato di vedere qualcosa di simile, ma il fatto che fossero due mi ha colpito e ho voluto documentare l'accaduto.
Chiaramente ci sono cose più importanti di due animali selvatici finiti sull'asfalto, ma il fatto che animali che vivono nelle tane sottoterra, per noi un po misteriosi e che non vediamo mai vengano a trovarsi nel traffico è abbastanza singolare.
Purtroppo alla fine dell'inverno i tassi come le Volpi sono in piena attività riproduttiva e per questo motivo vagabondano di notte per formare le coppie e diventano distratti andando ad attraversare anche strade asfaltate dove trovano la fine della loro esistenza.



lunedì 15 febbraio 2016

Fotografare i nidi oppure no? cosa è meglio fare?

Upupa che imbecca un giovane
 Foto da capanno posizionato a 10 metri dal nido, costruito in inverno, molto prima che arrivino le Upupe dall'Africa.
La cassetta è stata utilizzata con successo per tre anni consecutivi, il quarto anno purtroppo i Calabroni se ne sono impossessati e l'Upupa è andata a nidificare altrove.

Negli ultimi anni ci si è interrogati molto sull'opportunità o meno di fotografare le nidificazioni degli uccelli. La conclusione più diffusa è quella di scoraggiare in ogni modo questa pratica, in quanto è molto pericolosa e rischia di compromettere la buona riuscita della riproduzione.
In effetti gli uccelli abbandonano con molta facilità la nidiata, soprattutto se sono in cova.
Però io penso che si stia passando da un eccesso all'altro. Il proibizionismo assoluto e la politica dei puristi sta esasperando l'approccio a questa questione.
Secondo me sarebbe meglio educare i fotografi naturalisti ad un comportamento corretto, piuttosto che semplicemente proibire e lasciando di fatto l'interpretazione del problema ai singoli.
Potremmo ad esempio condividere delle linee guida comportamentali.
Sarebbe bello avere un decalogo di riferimento e tanto buon senso.
Io ho una mia idea ben precisa che si potrebbe riepilogare in questi punti:

  1. E' meglio non fare le foto ai nidi o ai piccoli non ancora autonomi.
  2. Se proprio dobbiamo fare delle foto ai nidi facciamole da lontano, molto lontano.
  3. Non usare flash o posizionare macchine fotografiche con telecomando molto vicine al nido.
  4. Non toccare i nidi o i piccoli con le mani, se occasionalmente ne trovate uno, allontanatevi in fretta e non modificate nulla dell'ambiente o vegetazione intorno al nido.
  5. Non fotografate rapaci o uccelli rari.
  6. Se fate un appostamento fatelo da lontano, decine e decine di metri mimetizzandovi al massimo.
  7. Se gli adulti sono in cova allontanatevi e non fate le foto.
Ma allora quando fare le foto ai nidi?

Anche se non vogliamo, prima o poi ci troveremo inevitabilmente ad incontrare degli uccelli in nidificazione. Quindi fermo restando quanto sopra credo che con il buon senso in alcuni casi si possano fare fotografie .

Di seguito i casi in cui penso si possano fare le foto ai nidi:

  1. Alle rondini che nidificano sui nostri cornicioni. Non vedo cosa ci sia di male se facciamo qualche scatto alla Rondine o Balestruccio che come ogni anno conferma la sua presenza costruendo il nido sulle mura della nostra casa. Chiaramente non ci dobbiamo avvicinare, ma possiamo fare degli scatti dalla stessa distanza da dove di solito loro sono abituate a vederci.
  2. Ai nidi artificiali posti nel nostro giardino. Io ho delle cassette nido visibili dalle finestre della casa. Posso fare delle foto senza neanche uscire da casa. Oppure dalla macchina parcheggiata.
  3. Se ne abbiamo la possibilità costruiamo dei capanni in prossimità di zone strategiche, ad esempio non lontano da alberi secchi dove potrebbero nidificare Picchi o altri uccelli. Se dovessero nidificare potremmo utilizzarlo, non si accorgerebbero della nostra presenza visto che sono già abituati a vedere il capanno da molto tempo.
  4. Alcuni uccelli come il Merlo o lo Scricciolo a volte nidificano addosso a casa sfruttando le siepi o i rampicanti. Uno scricciolo ha nidificato sul muro della rampa di casa mia sfruttando un rampicante aggrappato alla parete. Mi bastava stare in macchina dentro il garage per fare degli scatti. Mentre il Merlo un anno ha usato la parete esterna del magazzino per gli attrezzi, rimanendo in cova immobile al nostro passaggio (due tre metri di distanza).
Potrei citarne altri, ma credo che il concetto sia ben chiaro. Se gli uccelli hanno deciso di abitare la nostra casa o il nostro giardino per nidificare, vuol dire che la nostra presenza non li disturba. Probabilmente hanno accettato questo compromesso. Se sono abituati a noi non vedo cosa ci sia di male se anziché solo guardarli li fotografiamo.

Per gli uccelli che invece abitano ambienti selvatici, le precauzioni sono sempre le stesse. Mettersi molto lontano e molto mimetici. Comprate un teleobiettivo potente 500-600 mm . Ne esistono anche di economici (zoom 150-600 mm Sigma o Tamron). Mi è capitato di fotografare il Picchio rosso maggiore al nido da 20-30 metri mimetizzato con un capanno nella vegetazione. Non hanno smesso di arrivare e andare dal nido. Sostavano a lungo senza cambiare atteggiamento. Il tronco era distante ma ben visibile da lontano.
Bisogna a mio avviso conoscere bene la specie che si sta osservando. Questo è necessario per capire se stanno assumendo un comportamento anomalo e quindi di rischio.

La storia ci ha insegnato che il proibizionismo in genere non risolve i problemi. E' meglio utilizzare l'educazione e la conoscenza per far crescere la consapevolezza etica delle persone.

La mia raccomandazione finale è quella di considerare le osservazioni precedenti e se abbiamo il ben che minimo dubbio di arrecare disturbo, dobbiamo sicuramente rinunciare.

Di seguito alcune foto fatte ai nidi in questi anni:

Giovane Cinciarella che si affaccia dal nido
 Questa foto non è stata accettata in un gruppo fotografico naturalistico di Facebook perchè contro il regolamento
Io rispetto i regolamenti e quindi l'ho tolta, ma credo al tempo stesso che vedere questa foto non istighi a disturbare gli uccelli, ma credo che possa far venire la voglia a qualcuno di posizionare una cassetta in giardino per ammirare questo spettacolo.
Sono anni che dal mio giardino di involano decine e decine di Cinciallegre e Cinciarelle.


Giovane Upupa che si affaccia dalla cassetta in attesa dell'imbeccata

Giovani Balestrucci nel nido sopra la finestra di casa.
Sono anni che nidificano con più nidi intorno a casa.



Scricciolo nei pressi del nido.
Ha nidificato sul tronco della palma davanti casa (tre metri).
Ogni hanno nidificano nelle siepi intorno casa, oppure in mezzo ai rampicanti sui muri o sui tronchi delle palme nane.



Rondini al nido. Questo nido viene occupato da moltissimi anni.
E' posizionato davanti una porta d'ingresso molto frequentata a circa due metri e mezzo da terra.
Eppure ogni anno imperterrite fanno regolarmente le due covate stagionali andate sempre a buon fine
.








Tecniche fotografiche di base, la ricerca della "Luce"

Fenicotteri ripresi con luce favorevole, nonostante la grande distanza i colori risultano sgargianti e i soggetti sono nitidi e ben definiti

Le tecniche di base per l'utilizzo della fotografia sono importanti e assolutamente necessarie per migliorare la qualità dei nostri scatti. Ci sono delle cose che è necessario conoscere a prescindere dal tipo di fotografia che si vuole intraprendere.
Gli aspetti principali sono:

La ricerca della luce
Spesso chi si avvicina al mondo della fotografia si cimenta nella ricerca della macchina fotografica di ultima generazione, oppure del programma migliore per elaborare gli scatti (es. Photoshop). Tutto questo in realtà è di secondaria importanza se non abbiamo speso del tempo ad imparare le principali nozioni fotografiche.
La fotografia non è altro che la registrazione dell'immagine su un supporto fisico per mezzo della luce trasmessa attraverso l'obiettivo.
Più di cento anni fa le immagini venivano registrate su lastre d'argento, poi per decenni sulla pellicola e adesso sui sensori digitali. E' cambiata la tecnologia, ma il principio è rimasto lo stesso di cento anni fa, la registrazione della Luce.
Se non c'è luce non si possono fare le foto. Quindi la prima cosa da fare è ricordarsi che la protagonista principale è lei,  la luce!
  • Per fotografare ci deve essere luce a sufficienza, se questa non c'è occorre usare il flash;
  • Per ovviare all'uso del flash, in presenza di piccola fonte di luce si possono alzare gli ISO (sensibilità del sensore), ma in questo caso si compromette la qualità della foto;
  • La luce deve essere alle nostre spalle e deve illuminare il soggetto;
  • Se il soggetto è in contro luce occorre usare il flash o sovraesporre, a meno che non vogliamo fare una foto creativa dove si vede solo la sagoma scura;
  • Il momento migliore per fotografare è al mattino presto o al tardo pomeriggio:  nel primo caso la luce è più fredda e chiara, al tramonto è invece calda e morbida con colori accentuati e tendenti al rosso.
Composizione
La composizione viene spesso  sottovalutata, invece è la cosa più importante da gestire. Ricordiamoci che la macchina fotografica registra semplicemente l'immagine, chi fa la foto sei tu.
Tu decidi quando scattare e cosa includere nell'inquadratura.
Per questo motivo non fate foto di fretta, guardate bene cosa state inquadrando, sia esso un paesaggio o un soggetto singolo. Dovete pensare che quello che state vedendo sarà la vostra foto. Quindi fate attenzione e componete la vostra foto come desiderate e poi scattate.

Sovra/sotto esposizione
L'esposimetro delle nostre macchine fotografiche legge la luce dell'inquadratura e regola di conseguenza quella per l'esposizione dello scatto. A volte, però, in particolari condizioni (neve, controluce, soggetti neri, soggetti bianchi) si confonde e genera uno scatto o molto scuro o molto chiaro. In questi casi la maggior parte delle reflex è fornita di un comando -/+ che ci consente di correggere l'esposizione calcolata automaticamente dalla macchina fotografica. Se il soggetto è troppo scuro dobbiamo sovraesporre, se è troppo chiaro dobbiamo sottoesporre. Chiaramente ci sono varie possibilità di correzione da 0,3 fino a 2 o 3 fotostop. Per calibrare al meglio la correzione occorre fare delle prove direttamente sul campo.


Scatto in controluce sovraesposizione +0,3
Il soggetto è ancora troppo scuro

Sovraesposizione +1,0
Si vedono meglio i particolari del tronco

Sovraesposizione +2,7
Il tronco è finalmente chiaro e definito, lo sfondo si è sbiancato



Prospettiva
Si tratta del modo in cui viene ripreso il soggetto, questo dipende dalla posizione della macchina fotografica e dall'obiettivo utilizzato. Se ad esempio abbiamo un soggetto basso sul terreno come un animale domestico e facciamo lo scatto restando in piedi, l'animale risulterà piccolo e schiacciato in basso nell'immagine. Se invece, per fare lo stesso scatto, ci stendiamo a terra, la prospettiva sarà molto diversa. Il nostro amico risulterà più grande e proporzionato. Quindi, la regola è quella di mantenere la macchia fotografica alla stessa altezza del soggetto. Se utilizziamo un obiettivo grandangolo probabilmente ogni soggetto incluso nello scatto sarà a fuco. Se utilizziamo un teleobiettivo, solo il soggetto principale sara a fuoco, lo sfondo invece sarà sfuocato.

Profondità di campo e Diaframma
E' lo spazio dell'inquadratura che sarà a fuoco. Ad esempio se abbiamo delle persone in fila indiana probabilmente solo le prime due o tre saranno ben a fuoco mentre le altre risulteranno sfuocate. Questo spazio è la profondità di campo che viene gestita attraverso il diaframma.

Il diaframma è quel componente meccanico dell'obiettivo formato da lamelle che lascia passare la luce. Le dimensioni di questo dispositivo sono regolabili in modo da far passare più o meno luce all'occorrenza. Se lo teniamo più chiuso la profondità sarà maggiore, se lo teniamo aperto la profondità di campo sarà minore.


Dal livello di apertura del diaframma dipende  anche il Tempo di scatto. Con il diaframma molto aperto si ottengono tempi di scatto molto brevi (consentono di congelare l'immagine), viceversa accade con il diaframma molto chiuso (consente la creazione di foto creative).


Tempo di scatto

Il tempo di scatto è l'intervallo temporale che viene concesso alla luce per impressionare il sensore. Può essere molto breve come 1/8000 di secondo, o molto lungo come 30 secondi/1 minuto. I tempi brevi sono possibili in condizione di luce forte, (sole diretto, luce artificiale). I tempi lunghi di solito si usano in condizione di luce scarsa e con un cavalletto per fare ad esempio foto notturne di paesaggi cittadini.

Nitidezza
Per nitidezza si intende la qualità della foto, o meglio quanto siano ben marcati e visibili i dettagli del soggetto ritratto. I motivi per cui una foto non è nitida possono essere i seguenti:
  • La messa a fuoco non è corretta
  • Il soggetto si muove molto
  • I tempi di scatto sono troppo lenti
  • C'è poca luce e gli ISO sono molto alti

Sensibilità ISO
Gli ISO sono determinati in una scala che va da 100 a 3.200, 6.400 e oltre. Questa determina la possibilità che abbiamo di regolare la sensibilità del sensore della nostra macchina fotografica. Se abbiamo poca luce possiamo alzare la sensibilità ISO oltre 1.000 ad esempio. In questo modo probabilmente riusciremo ad avere tempi di scatto sufficienti per ottenere la nostra foto. Però gli ISO alti hanno come contropartita il fatto che generano rumore. Cioè si vedono tutti quei puntini che rendono la foto granulosa e meno nitida.


Il Cavalletto
Il cavalletto è un accessorio che non sempre viene apprezzato. A volte però è l'unico elemento  che ci consente di ottenere scatti in condizioni difficili. Ad esempio per le foto notturne, se scattiamo a mano libera, la probabilità di fare una foto mossa è molto alta. 


In definitiva i fattori che dobbiamo considerare per ottenere una buona foto sono:
  • inquadrare in condizioni di buona luce
  • decidere cosa includere nel fotogramma
  • trovare la giusta combinazione tra il diaframma, gli ISO e il tempo di scatto.


Può sembrare difficile le prime volte ma in realtà con un po di esperienza diventerà molto semplice.

Io consiglio di partire impostando la macchina fotografica sul programma "A" (a priorità di diaframma), scegliere gli ISO piu bassi 100 e avere il diaframma tutto aperto.
Questa dovrebbe consentire nella maggior parte dei casi di ottenere buoni scatti. Se però abbiamo necessita diverse o le condizioni di luce sono sfavorevoli, si può ricorrere alle indicazioni specificate sopra.

E come si dice, ........."buona luce a tutti".

domenica 7 febbraio 2016

Picchio rosso minore tambureggia nel bosco

Sono i primi di Febbraio di questo inizio 2016, il bosco è ancora spoglio. Tra gli alberi c'è silenzio, ma all'improvviso echeggia come una mitraglia il tambureggiamento del Picchio rosso minore. Trovo spettacolare la potenza del più piccolo picchio d'Europa. E grande come un passero, ma ha una capacità di scavo e tambureggiamento pari ai fratelli maggiori.
Il tambureggiamento è il modo con cui i picchi comunicano la loro presenza nel territorio.
Il Picchio rosso minore del filmato è una femmina, si riconosce per la mancanza del rosso vivace del vertice tipico del maschio.
E' uno spettacolo che ogni volta mi meraviglia e incanta, buona visione.


venerdì 15 gennaio 2016

Un Falco pellegrino in paese

Il Falco pellegrino è un abitante delle falesie rocciose a picco sul mare o delle aree impervie di montagna, ma negli ultimi anni frequenta in maniera piuttosto assidua anche le città. 
A Roma ad esempio vivono e nidificano alcune coppie da alcuni anni.
Ho letto che sta espandendo l'areale di nidificazione. Probabilmente i giovani immaturi occupano i territori limitrofi a quelli dei loro genitori.
Forse per questo motivo mi sta capitando di osservare un Falco pellegrino (50 km a sud di Roma) che da alcuni mesi utilizza un acquedotto del mio paese come posatoio per consumare con calma le sue prede.
Ogni tanto sparisce e non si vede per diversi giorni, poi ritorna con una preda e si fa osservare nel suo splendore.
Per documentare l'osservazione ho fatto qualche filmato, buona visione.





giovedì 31 dicembre 2015

Falco di palude in caccia

Il Falco di palude quando è in caccia veleggia basso sopra la vegetazione palustre, ed è uno spettacolo osservarlo. La sua presenza provoca sempre scompiglio, i fischioni e le pavoncelle giocano con lui una partita pericolosa, stanno a terra per cibarsi, ma quando il rapace si avvicina si alzano in volo allontanandosi temporaneamente per mettersi in salvo.
Francesco ha registrato questo scatto da molto lontano, ma si vede chiaramente lo stormo di Fischioni che sta partendo e una Pavoncella partita in ritardo che ha rischiato grosso.



Falco di palude in caccia fà involare le anatre

martedì 29 dicembre 2015

Parco nazionale del Circeo a fine Dicembre

Anche se il grande freddo da noi ancora non è ancora arrivato, la stagione dello svernamento degli acquatici è iniziata. Oggi ho fatto il solito giro dei laghi costieri del parco nazionale del Circeo insieme a mio figlio Francesco. Effettivamente non abbiamo trovato un grande affollamento di uccelli, però abbiamo avvistato e fotografato Fenicotteri, Anatre, Falchi di palude e soprattutto uno bello stormo di Oche selvatiche. Ecco di seguito alcuni scatti, speriamo che in Gennaio arrivino anche altri stormi per svernare.
Cormorano

Nitticore giovani

Femmina di Albanella reale

Fenicotteri


Fischioni in volo

Oche selvatiche Circeo

Oche selvatiche

Airone cenerino

lunedì 28 dicembre 2015

Giovani di torcicollo si affacciano al nido


Era Giugno di quest'anno, e in una zona del bosco di Nettuno ho trovato questo nido di Torcicollo. Si vede abbastanza bene un giovane che si affaccia all'ingresso. Si tratta di un vecchio nido di Picchio, nella zona ci sono molti fori riutilizzati dalle altre specie come il Torcicollo, gli Storni, Cince ecc.
Le riprese sono state fatte da molto lontano nascosto nella vegetazione, rispettando quindi una notevole distanza di sicurezza per non disturbare la nidificazione.
Speriamo che anche la prossima stagione ci regali altre nidificazioni.

sabato 23 maggio 2015

Le Cinciarelle stanno per uscire dal nido

Le nove giovani Cinciarelle nella cassetta nido stanno per involarsi, si affacciano sempre più dal foro d'ingresso e sicuramente nel giro di un paio di giorni spiccheranno il volo.
Nel frattempo i genitori continuano con le imbeccate.
Di seguito due filmati.






domenica 17 maggio 2015

Nove Cinciarelle nella cassetta nido

Ho voluto fare una veloce verifica della cassetta nido dove stanno nidificando le Cinciarelle, quindi sono salito con la scala ed ho fatto un rapido filmato per documentare la prima nidificazione di Cinciarella in una delle mie cassette nido.
Già da fuori sentivo il pigolio dei piccoli, quindi mi aspettavo di vederne almeno 5 o 6 già impiumati, effettivamente impiumati lo sono, ma come numero sono addirittura nove, sapevo della numerosità delle covate di Cinciarella, ero abituato alle Cinciallegre che di solito ne fanno 5 o 6, ma nove sono veramente un bel pò, comunque sono bellissime e sicuramente tra pochi giorni prenderanno il volo, sono veramente contento e soddisfatto.
Ci sono voluti più di cinque anni prima di vedere una Cinciarella nidificare, ma ho capito che il segreto sta semplicemente nel foro d'ingresso, basta farlo più piccolo di soli 2,6 cm , che le altre specie tipo Cinciallegra e Passera mattugia non riescono ad entrare comodamente e lasciano libera la cassetta alla piccola Cinciarella.


venerdì 15 maggio 2015

Cinciarella in nidificazione in giardino


Non si tratta certo di una rarità, ma per me è la prima volta che una coppia di Cinciarelle nidifica in una delle cassette nido messe in giardino, in particolare questa cassetta si trova proprio davanti casa, sono tre anni che le Cinciarelle la imbottiscono , ma negli anni precedenti hanno sempre abbandonato il progetto, invece quest'anno come si capisce dalle immagini e dal pigolio che si sente le Cinciarelle hanno dei piccoli da imbeccare e ne sono veramente contento.
Questa cassetta è posizionata su una quercia del giardino a circa 3 metri di altezza, per evitare che i passeri o le Cianciallegre la occupino ho fatto il foro d'ingresso veramente piccolo, poco più di 2,5 cm.


lunedì 4 maggio 2015

Sei giovani Storni nel nido

In questi giorni ho voluto fare la prima ed ultima ispezione alla cassetta nido degli Storni, da fuori si sentono i versi dei piccoli Storni e l'andirivieni dei genitori con le imbeccate è incessante, quindi ho fatto una verifica per vedere come era la situazione, nel filmato si vedono ben sei piccoli già impiumati, speriamo spicchino presto il volo senza problemi.



domenica 26 aprile 2015

Storni in nidificazione

Dopo la cattiva notizia della dipartita della coppia di Gheppi, almeno una buona notizia, gli Storni hanno continuato tranquillamente la loro nidificazione nella cassetta grande sui pioppi, l'andirivieni degli adulti con le imbeccate è incessante, in questo video ne ho registrate un paio, ma nell'arco della giornata penso raggiungano il centinaio, infatti dalla finestra della cucina basta guardare per qualche minuto nella direzione dei pioppi per vedere sicuramente uno storno in arrivo o ripartente dal nido.


mercoledì 22 aprile 2015

Gheppi in difficoltà

Dopo l'entusiasmo iniziale per l'interessamento dei Gheppi alla mia cassetta nido, sono un po di giorni che per motivi vari non ho fatto più riprese al nido, ma ho fatto solo osservazioni da lontano, sia da casa che dal giardino e purtroppo ho visto alcune cose che mi hanno preoccupato.
La prima preoccupazione è arrivata dalle Cornacchie, una mattina stavo facendo colazione e dalla finestra della cucina ho visto che un Gheppio stava ingaggiando una schermaglia con una Cornacchia che si era avvicinata un po troppo. quindi molte grida del maschio della coppia fino all'allontanamento del corvide, ho pensato ad un fatto episodico, ma invece nei giorni successivi purtroppo ho notato che le Cornacchie si sono proprio accorte del nido e hanno deciso di avvicinarsi ed ho assistito ad un assedio di almeno tre corvidi al nido, si sono avvicinate veramente troppo e sembrava volessero entrare nella cassetta, tanto che sia la femmina che il maschio di Gheppio hanno dovuto ingaggiare un combattimento animato per allontanarle.
Come se non bastasse è da qualche giorno che vedo una femmina di Gheppio con un atteggiamento troppo confidente e in difficoltà, anzichè posarsi eretta si appoggia di pancia sui tetti e sui pali, fino all'epilogo di oggi quando mio figlio mi ha chiamato per avvisarmi che proprio quell'esemplare era posata a terra dietro casa, quindi mi sono avvicinato a un metro per cercare di prenderla, ma con le ultime forze a fatto un ultimo volo arrivando nel giardino del vicinato dove è stata catturata da mio cugino, quindi abbiamo contattato la forestale alla quale la consegneremo domani mattina, per cercare di capire se dietro questo comportamento c'è una ferita o una malattia, speriamo bene.
In definitiva non so se la colpa è delle aggressive Cornacchie o la femmina si è ammalata, ma di fatto i Gheppi hanno smesso di frequentare la cassetta, però la speranza è l'ultima a morire, spero che almeno il maschio rimanga in zona, e che ritenti di nuovo la riproduzione magari formando un'altra coppia, vedremo.
Sotto una foto della femmina posata sul balcone di casa poco prima di essere presa per essere portata alla forestale, fotografata da tre metri.



martedì 7 aprile 2015

Oggi è una giornata molto ventosa, ma per il Gheppio re del vento nessun problema

Oggi ho voluto vedere in questa giornata molto ventosa come si comportano i Gheppi al nido, l'albero che sostiene la cassetta si muove tantissimo per via del vento, come si può vedere nelle immagini, ma per il re del vento nessun problema, ho registrato un arrivo con la solita preda.
Ho notato che quando è posato sulla cassetta compensa con movimenti ondeggianti del corpo la grande oscillazione dell'albero, che spettacolo.



venerdì 3 aprile 2015

Gheppio maschio fiero sulla cassetta nido

E' sempre uno spettacolo osservare la fierezza dei rapaci, anche il Gheppio pur essendo il più comune e diffuso falconide quando si presenta come questo maschio al nido, è sempre un gran piacere, queste riprese sono state fatte oggi nel mio boschetto dietro casa, con la solita telecamerina, sistemata però ad un'altezza superiore tra i 4-5 metri, in modo da avere una prospettiva migliore.
La telecamera è posta su una piccola staffa metallica fissata al tronco di un eucalipto e camuffata con un po di vegetazione.
Si tratta del maschio, che si presenta al nido con una preda, probabilmente una lucertola, questa volta però non esce la femmina a prenderla, chissà perchè.